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Ancora bombe su un ospedale di Medici Senza Frontiere

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Di Daniela de Robert

Ancora bombe su un ospedale di Medici Senza Frontiere. Questa volta a Shiara nel nord dello Yemen, nella zona di Rezeh nella provincia di Saada. Quattro i morti accertati, una decina i feriti e ingenti i danni alla struttura.
Il 2016 in Yemen inizia così, come si era concluso il 2015: con le bombe sugli ospedali, sul personale, sui feriti e i malati, sulla popolazione civile. Il 27 ottobre era stata la volta dell’ospedale di Haydan, distrutto da un bombardamento aereo della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Il 3 dicembre le forze della coalizione avevano colpito il centro di salute a Taiz.

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Sunniti contro sciiti o persiani contro arabi?

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Di Riccardo Cristiano (Il mondo di Annibale)

L’uso della religione a fini di potere non è una novità. Ma quello che sta accadendo tra Arabia Saudita e Iran lo dimostra nel modo più eclatante e doloroso. Doloroso perché nonostante la sua evidenza troppi sembrano propensi a nascondere la testa sotto la sabbia.
Sono più di mille anni che l’ostilità tra arabi e persiani regola il Medio Oriente. E cosa stanno facendo iraniani e sauditi se non cercare di impossessarsi delle due anime dell’islam, il sunnismo e sciismo, per impossessarsi delle opposte prospettive imperiali?

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Il 5 gennaio 1984 veniva ucciso Pippo Fava

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di Giuseppe Giulietti

 

“Un giornalismo fatto di verità aiuta a combattere la corruzione”, bisogna ripartire da queste parole per comprendere il senso della vita di Pippo Fava, giornalista, scrittore, drammaturgo, uomo di cinema e di mille altri talenti, ammazzato dalla mafia il 5 gennaio del 1984. Oggi quasi tutti lo onorano, ma la sua vita fu segnata da contrasti, aggressioni, tentativi di diffamazione, assalti di ogni tipo con l’obiettivo di fermare le sue inchieste e le battaglie civili condotte con i suoi amici e collaboratori di sempre, per citarne solo alcuni, da Riccardo Orioles a Michele Gambino, da Antonio a Roccuzzo ai figli Claudio ed Elena, recentemente scomparsa.

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Messico, 100 sindaci massacrati negli ultimi anni

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di Pino Scaccia

Basterebbero le cifre per dare l’idea della drammaticità della situazione. I narcos in Messico sono talmente potenti che cercano addirittura la strada del dialogo politico. Puntano sul sangue e sono colpiti senza pietà tutti quelli che non si fanno comprare: amministratori, poliziotti e giornalisti. Dieci i reporter assassinati l’anno scorso, ma addirittura 65 negli ultimi cinque anni. Con una violenza inaudita, come è successo l’estate scorsa a Ruben Espinosa, famoso giornalista investigativo, ucciso dopo tremende torture.

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L’esecuzione di massa, attesa, in Arabia saudita e i silenzi colpevoli di chi non sempre vuole vedere

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di Antonella Napoli (Italians for Darfur)

 

Sapevamo da tempo che i carnefici dell’Arabia Saudita avrebbero iniziato il nuovo anno con un’esecuzione di massa. Ma la circostanza che alcuni dei 47 giustiziati, tra cui lo sceicco sciita Nimr al Nimr, fossero dei terroristi o semplicemente ritenuti tali, vista la volatilità delle imputazioni e dei processi sommari ai quali sono stati sottoposti, ha messo la sordina quanto tutti, quanto meno chi segue le vicende legate alle violazioni dei diritti umani, ci aspettavamo. Tranne Articolo 21 che con un pezzo della sottoscritta un mese fa, il 2 ottobre, denunciava questo e altri orrori sauditi che non si poteva né doveva ignorare.
Oggi la cortina di silenzio si è improvvisamente dissipata. In molti ricordano che il 2015 è stato un anno particolarmente impegnativo per i boia del regno di re Salman bin Abdulaziz Al Saud: sono state decapitare quasi il doppio delle persone rispetto al 2014, 158 contro le 90 dell’anno precedente. Il record degli ultimi vent’anni, come segnalato da varie organizzazioni per i diritti umani.

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Vinci l’indifferenza e conquista la pace!

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Di Flavio Lotti
Coordinatore della Tavola della pace

 

“Vinci l’indifferenza e conquista la pace!” Nel primo giorno dell’anno nuovo, Papa Francesco non ci chiede di dedicare una giornata alla pace ma di reagire al grande male che sta corrodendo le nostre vite e il nostro tempo: l’indifferenza.
Contro l’indifferenza hanno già tuonato in tanti nel corso della storia, laici e religiosi, credenti e non credenti: “Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano” disse un giorno Albert Einstein dopo aver visto crescere il nazismo e la seconda guerra mondiale. “Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti” dichiarò Martin Luther King di fronte alla violenza del Ku Klux Klan. “L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.” Scrisse Antonio Gramsci nel lontano 1917. “Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.”
Papa Francesco amplifica queste denunce con un’esortazione personale, diretta a ciascuno di noi: “Non abbandonatevi alla rassegnazione e all’indifferenza!”

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Attentato a Mogadiscio contro Omar Faruk Osman

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Di Shukri Said (Associazione Migrare)

 

Omar Faruk Osman, segretario generale del Sindacato dei Giornalisti somali (Nusoj), è sfuggito oggi a Mogadiscio ad un attentato nel quale è rimasta gravemente ferita la sua guardia del corpo e due passanti.
Un testimone ha riferito che uomini armati rimasti sconosciuti, che viaggiavano a bordo di un furgoncino senza targa, hanno sbarrato la strada all’auto sulla quale viaggiava Omar Faruk Osman. Mentre l’auto di Faruk transitava nella zona di Taleeh, ritenuta tranquilla, dal furgoncino è partita una girandola di proiettili diretti verso la parte anteriore dell’auto occupata dall’autista e dalla guardia del corpo che ha fatto da scudo ad Omar Faruk Osman che sedeva sul sedile posteriore.
Le modalità dell’attentato sono molto lontane dalle tecniche terroristiche degli Al Shabab e ricordano assai più da vicino quelle mafiose.

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San Francesco conquista il web: 4,1 milioni di visite per sanfrancesco.org

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Da www.sanfrancescopatronoditalia.it

 

Numeri importanti per il sito dei frati del Sacro Convento di Assisi dedicato alla figura del Santo patrono d’Italia. Il 2015 si chiude con circa 4,1 milioni di visite, 3,2 milioni di utenti raggiunti e circa 9 milioni di visualizzazioni di pagina. Le notizie che quotidianamente vengono proposte dal sito riguardano il francescanesimo, i temi più attuali della società, della fede e della religione. Il sito propone inoltre approfondimenti su eventi e manifestazioni organizzati dai frati della Basilica di san Francesco con immagini e video esclusivi. Una finestra sempre aperta sulle numerose attività del Sacro Convento di Assisi e dei religiosi sparsi nel mondo. Da ogni parte del pianeta si collegano al portale francescano.

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Nuovo massacro in Congo nell’assoluto silenzio della comunità internazionale

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di Pino Scaccia

La denuncia è in una email che mi ha spedito suor Agnese, madre superiora delle Suore della S.Famiglia di Spoleto rilanciando il grido disperato si padre Emmanuel, padre assunzionista congolese che vive a Roma. “Carissime Suore e Fratelli, Anzitutto, vi vorrei presentare i miei auguri di Buon Natale! Nel suo messaggio al mondo, il papa ha parlato della Repubblica democratica del Congo. La situazione nella diocesi si sta peggiorando, nonostante il passaggio di Kabila in quella regione tre giorni fa…Ecco in un articolo pubblicato da Benilubero.com e confermato dai nostri fratelli ad Oicha quello che è successo ieri la notte di Natale, sempre a Beni. I commenti sono di Benilubero.com Le immagini sono proprio di questo massacro avvenuto la notte di Natale. Perché la comunità internazionale chiude gli occhi a questo massacro, che davvero può essere qualificato di genocidio? Mentre si parla di genocidio in Burundi, per esempio. Dobbiamo urgentemente denunciare questo silenzio! Padre Emmanuel”.

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“Dare voce a chi non ha voce”. L’intervista a Padre Giulio Albanese

PADRE ALBANESE

di Marina de Ghantuz Cubbe

“Dare voce a chi non ha voce”. È questa la missione del giornalista. Padre Giulio Albanese è il missionario comboniano che nel 1997 ha fondato la Misna. Per anni i missionari hanno mandato notizie dai diversi Sud del mondo e adesso che l’agenzia sta per chiudere si spegne una luce già fioca sulle tante periferie del pianeta. Articolo21 ha chiesto a Padre Giulio se la storia della Misna sia davvero finita ma anche in che modo l’informazione italiana si occupi della “umanità dolente”.

Prima di iniziare l’intervista, Padre Giulio mi racconta la recente storia della Repubblica democratica del Congo dove da anni si combatte drammaticamente tra fazioni avverse. Mi invia una foto appena scattata che proviene da questa terra: un uomo tiene in mano la testa sgozzata di un altro uomo. Non è solo l’immagine del sangue ad atterrire ma il fatto che queste tragedie siano relegate nell’oscurità.

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