I giovani sfidano la crisi con l’economia sociale: il 5 a Fermo la Campagna “Change the Economy”

17 settembre 2015
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Oltre 11 milioni di persone, circa il 4,5% del totale, sono occupate nelle oltre 200mila cooperative e imprese sociali europee. È il settore che, come dimostra uno studio dell’ILO, continua a crescere e produrre ricchezza e benessere. Ma ciò che lo caratterizza è il tipo di ricchezza prodotta, non solo economica ma soprattutto sociale e ambientale, nel rispetto della natura che ci circonda, promuovendo un sistema di welfare inclusivo e partecipato, uno sviluppo sostenibile che si faccia carico delle disuguaglianze globali e una democrazia economica in cui i consumatori sono responsabili delle proprie scelte.
Questa è l’economia sociale e solidale della Campagna “Change the Economy”:
Ala Campagna è promossa in Italia dai Giovani Agenti del Cambiamento (Young Globale Advocates – YGAs), che presentano progetto Challenging the Crisis, co- finanziato e promosso dalla Commissione Europea, che coinvolge sette partner e oltre 200 ragazzi in sei paesi Europei (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Slovenia).


In Italia il progetto è coordinato dal Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale – CIPSI (Italia) e dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica – FCRE (Italia) di Banca Etica.
La rete europea degli YGAs durante il Global Youth Forum, tenutosi lo scorso anno a Bruxelles, ha discusso e si è confrontata su come poter “sfidare la crisi”, analizzandola nelle sua dimensione globale, con i valori che l’hanno prodotta e le gravi conseguenze in termini di negazioni dei diritti fondamentali e delle disuguaglianze a livello globale. A nord come a sud del mondo la crisi ha prodotto povertà, emarginazione, esclusione sociale e i giovani sono i primi a pagare il caro prezzo di questa crisi. Insieme a Bruxelles gli YGAs, 100 ragazzi dai 18 ai 30 anni, hanno identificato l’economia sociale, basata su principi di dignità, rispetto, inclusione, solidarietà, sostenibilità, una via per “sfidare la crisi”. La Campagna Internazionale vuole promuovere e riconoscere il potenziale dell’economia sociale,la sua importanza come alternativa all’attuale sistema economico e finanziario e i suoi valori. Una vera e propria alternativa che nasce dal basso, dal legame con i territori e le sue comunità umane, che coniuga economia e diritti, benessere e la tutela dei beni comuni e della dignità umana, si fonda sulla giustizia sociale e ambientale e rappresenta un campo di pratica di nuovi valori, soprattutto per i giovani che spesso cercano molto di più di lavoro e di una fonte di guadagno.
La rete Europea degli YGAs e le Associazioni partner del progetto europeo “Challenging the Crisis”, che coinvolge 6 paesi europei, hanno lanciato una Campagna Internazionale di advocacy e di raccolta firme “Change the Economy: think Social!” attraverso la quale si intende chiedere ai decisori politici di porre l’Economia sociale e solidale al centro dell’agenda politica europea e globale e chiedere all’Unione Europea di dichiarare il2018 l’Anno Europeo dell’Economia Sociale e Solidale.
Finora hanno aderito diversi parlamentari europei dei Paesi partner. In Italia la Petizione è stata firmata dal Vice Ministro MIPAAF on. Andrea Olivero lo scorso 5 agosto, durante la visita ad esempi virtuosi di economia sociale su beni confiscati alla camorra, nella zona di Sessa Aurunca, oggetto di duri attacchi da parte della Camorra negli scorsi mesi. In quella sede gli YGAs italiani hanno voluto sottolineare il valore dell’ Economia sociale per sconfiggere le mafie, che si nutrono della negazione dei diritti, crescono sull’esclusione sociale, la povertà e le disuguaglianze. Mentre l’economia sociale non produce solo lavoro, ma anche riscatto, dignità, cultura, inclusione, giustizia a partire dalle fasce più deboli ed emarginate della popolazione. L’economia sociale è la grande scommessa per sconfiggere la crisi lanciata da oltre 200 giovani europei, una scommessa non solo economica, ma culturale, sociale, ambientale per la costruzione di un mondo e una società più giusta in tutti i nord e sud del mondo.