Stato di emergenza in Colombia

21 Maggio 2016

 

di Luca Mershed

Nicolas Maduro ha dichiarato lo Stato di emergenza e lo Stato di emergenza economica in Venezuela “per proteggere la Patria”, “affrontare le minacce esterne” ed anche “sconfiggere il colpo di Stato in atto”. Il Presidente ha dato l’annuncio in una trasmissione televisiva al Paese, dove ha anche comunicato di aver ordinato il ritorno a Caracas di Alberto Padilla, il suo ambasciatore in Brasile, prima del “colpo di Stato” progettato dal Senato contro Dilma Rousseff.

“Ho deciso di adottare un nuovo decreto per la necessità di sconfiggere il colpo di Stato, la guerra economica, stabilizzare socialmente il Paese ed affrontare le minacce contro il Paese “, ha detto il presidente Maduro.

“Questo decreto non consente di sospendere le manifestazioni, ma può essere utilizzato illegalmente”, ha detto José Vicente Haro, costituzionalista del canale NTN24. L’annuncio di Maduro si verifica dopo aver esaurito i 120 giorni del decreto di emergenza precedente, in cui “si sono promulgati 21 decreti per proteggere il popolo e la stabilità del Paese. Sono decreti di pace, di amore, di protezione nel quadro della Costituzione”, ha affermato il Presidente.

Però, la sintesi del decreto di emergenza non può essere peggiore per il Venezuela: infatti l’inflazione sta distruggendo le tasche del suo popolo e la scarsità di cibo, medicine e materie prime cresce di settimana in settimana. Questo decreto era stato approvato con la forza dell’ideologia rivoluzionaria nonostante il voto negativo dell’Assemblea Nazionale, grazie ad una decisione del Tribunale Supremo di Giustizia. La Costituzione indica che il decreto doveva essere approvato dall’Assemblea Nazionale, qualcosa di irrealizzabile dopo la giurisprudenza creata dal Tribunale Supremo di Giustizia.

Durante il suo discorso, Maduro è tornato a scatenarsi contro l’opposizione e contro il presidente Barack Obama, il quale ha accusato il Governo di non democraticità.

Tutto ciò è stato la premessa alla decisione del 18 maggio del Parlamento del Venezuela che ha respinto il prolungamento dello “Stato di emergenza e dello Stato di emergenza economica” giudicando “incostituzionale” il decreto emanato venerdì dal presidente Nicolas Maduro.

“È un decreto che ignora la Costituzione ed ignora il dolore delle famiglie venezuelane”, ha detto l’opposizione parlamentare, rappresentata da Julio Borges, durante una sessione legislativa. Il decreto, pubblicato ieri nella Gazzetta ufficiale, permette di “dettare misure e piani speciali per la pubblica sicurezza per garantire la sostenibilità delle forze dell’ordine durante azioni destabilizzanti”. Borges, leader del blocco di maggioranza dell’opposizione, ha criticato la norma perché non risolverà i problemi sociali, economici e politici ma addirittura li peggiorerà. Dal suo punto di vista, “l’unica cosa che interessa” il presidente Maduro è “rimanere al potere”, ma ha avvertito che “il popolo venezuelano potrà revocarglielo attraverso il voto”.

Il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Henry Ramos Allup, ha sottolineato che “questo Governo si trova in una situazione molto difficile e molto fragile e, non avendo la capacità di mantenere una pace sociale, cerca dei mezzi illegali per restare al potere”. A suo parere, Maduro “è in uno stato di disperazione”, e non si sta attenendo alla Costituzione con la scelta di promulgare questo decreto.

“Con questo atto vengono violate una serie di regole che vanno direttamente contro la Costituzione, come per esempio, non poter dettare mozioni di sfiducia, non poter approvare crediti addizionali e quindi il Presidente può spendere senza freni e senza alcun controllo”, ha detto Ramos Allup.

Il deputato chavista, Elias Jaua Chavez, ha accusato il blocco di maggioranza dell’opposizione di voler legiferare senza il popolo, ed ha indicato che con il decreto, Maduro cerca di evitare una “guerra civile” che è promossa dall’opposizione e dall’imperialismo. “Questo decreto per uno Stato di emergenza è quello di proteggere i venezuelani e garantire il diritto alla vita ai venezuelani”, ha concluso il deputato.

Il decreto, ufficializzato lunedì, è una norma con la quale Maduro propone di affrontare la presunte minacce di un colpo di Stato che è stato portato avanti dagli Stati Uniti con l’aiuto dell’opposizione venezuelana e il sostegno dell’ex presidente colombiano Alvaro Uribe, secondo quanto affermato di recente. “Lo Stato di emergenza e lo Stato di emergenza economica sono dichiarati (…), date le circostanze sociali, economiche, politiche, naturali ed ecologiche che potrebbero compromettere seriamente l’economia nazionale, l’ordine costituzionale, la pace sociale, la sicurezza della Nazione”, dice l’articolo 1 della norma del decreto.

La norma permette di “dettare misure e piani speciali per la pubblica sicurezza e garantire il mantenimento dell’ordine pubblico in azioni destabilizzanti che cercano di irrompere nella vita interna del Paese o le relazioni internazionali di questo”.

Il decreto si basa, tra l’altro, nella “considerazione” che la maggioranza dell’opposizione del Parlamento presumibilmente pretende “il disconoscimento di tutte le autorità pubbliche” e promuove “l’interruzione del mandato presidenziale stabilito nella Costituzione da qualsiasi meccanismo a loro disposizione al di fuori dell’ordine costituzionale”.