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LA TORCIA OLIMPICA PER I RIFUGIATI

di Carlo Verna
L’ Olimpiade è la più grande festa del mondo in pace. A Rio saranno 206 le nazioni rappresentate e il Brasile sarà ad agosto per una ventina di giorni il centro del mondo. In passato non sono mancate polemiche, da ultimo ai Giochi di Pechino, per l’assoluta impermeabilità del CIO alle questioni dei diritti umani. Ecco perché avrebbe meritato maggior risalto l’annuncio dell’attuale presidente del comitato olimpico Thomas Bach, che ha
voluto anticipare al mondo la scelta di far passare la torcia anche dalle mani di un rifugiato.Una sorta di bandiera anche per loro. Il presidente del comitato olimpico si è pure intrattenuto giocando a pallone nel campo di Eleonas ad Atene, familiarizzando e tirando quattro calci ad un pallone insieme coi rifugiati iraniani e afghani.‎ Finalmente l’importante è partecipare ad un mondo più solidale, ma in pochi se ne sono accorti.